Aperto tutti i giorni
09:00 - 13:00 e dalle 16:00 - 19:00
Via XXV Luglio, 11
Frazione Zenodis
33014 Treppo Ligosullo (UD)
Miele di Acacia
Miele di Castagno
Miele di Ailanto
Miele Millefiori
Miele di Lampone
Miele di Rododendro
Miele di Tiglio
Miele Millefiori delle Alpi Carniche
Copyright © 2025 Azienda Agricola MÎL di Morocutti Fabrizio- P.I. 03094020306
le nostre Api
Che cosa sono il nettare e il polline?
Il
nettare
è
una
secrezione
zuccherina
dei
fiori
che
ha
lo
scopo
di
attirare
gli
insetti
che,
volando
di
fiore
in
fiore,
ne
favoriscono
la
fecondazione.
Le
api
succhiano
questo
liquido
zuccherino
con
la
ligula
(una
sorta
di
lunga
lingua)
e
lo
trasportano
nell
’
alveare
dove
se
lo
scambiano
di
bocca
in
bocca
(trofallassi)
trasformandolo
in
miele.
Quest
’
ultimo
sarà
poi
depositato
nelle
cellette.
Le
api
sbattendo
le
ali
per
eliminare
l
’
acqua
in
eccesso
permettono
al
miele
di
asciugarsi
e
quindi
conservarsi.
Quando
il
miele
avrà raggiunto la giusta umidità lo sigilleranno con uno strato di cera.
Come
fanno
le
api
a
sapere
dove
andare
a
raccogliere
il
nettare,
e
perché
tutte
si
dirigono
verso
la
stessa
fonte?
La
risposta
sta
in
una
straordinaria
forma
di
comunicazione:
la
danza.
Quando
un
’
ape
scopre
un
’
abbondante
fonte
di
cibo
fa
ritorno
all
’
alveare
e
attraverso
particolari
evoluzioni,
chiamate
appunto
danze,
indica
alle
altre
api
la
natura
del cibo e la distanza da percorrere.
Le
api
raccolgono
anche
il
polline
dei
fiori.
Sono
ricoperte
di
sottili
peluzzi
sui
quali
si
attaccano
i
granuli
di
polline;
questi
vengono
raschiati
e
accumulati
in
minuscoli
cestelli
posti
sulle
zampe
posteriori,
con
i
quali
le
api
fanno
ritorno
all
’
alveare
portando
il
loro
pesante
carico.
Il
polline
è
bottinato
dalle
api
per
alimentare
le
larve
delle
operaie
e
dei
fuchi
dal
terzo
giorno
di
vita
in
poi
e
le
giovani
api
che
devono
produrre
pappa
reale.
Esso
in
pratica
rappresenta l
’
unico apporto proteico dell
’
alveare.
Dopo
tre
settimane
di
bottinatura,
l
’
ape
operaia
ha
ormai
sei
settimane
di
vita
ed
è
vicina
alla
fine
del
suo
ciclo.
In
questo
tempo
ha
percorso
chilometri
di
volo,
e
le
sue
ali,
ormai
logorate,
non
le
permettono
più
di
trasportare
nettare
e
polline
come
prima.
Consapevole
di
ciò,
abbandona
l
’
alveare
per
morire
all
’
esterno.
Ma il ricambio è costante: in estate, infatti, l
’
ape regina depone fino a duemila uova al giorno.
L’Alveare
Le
api
mellifere
vivono
in
colonie
composte
da
un
’
unica
femmina
fertile
–
la
regina
–,
da
alcune
migliaia
di
maschi,
i
fuchi,
e
da
una
vasta
popolazione
di
femmine
sterili,
le
api
operaie.
In
piena
estate, un alveare sano può ospitare in media tra le 40.000 e le 60.000 api.
Le
api
non
vivono
mai
in
un
alveare
già
occupato.
Possono
entrare
per
curiosità,
nella
speranza
di
rubare
un
po
’
di
miele,
ma
vengono
subito
respinte.
Ogni
ape
porta
infatti
con
sé
il
profumo,
o
feromone,
della
propria
regina,
che
permette
alle
altre
di
riconoscerla
come
membro
della
colonia o come estranea.
L
’
apicoltore
fornisce
alle
api
la
“casa
”
in
cui
vivere.
Questa
è
costituita
da
cassette
rettangolari
con
all
’
interno
appesi
telai
mobili
con
fogli
cerei
disposti
in
parallelo.
Da
questi,
le
api
operaie
ricavano
celle
esagonali
perfettamente
regolari,
costruendo
i
favi
di
cera
nei
quali
allevano
la
covata
e
conservano
il
miele.
Le
api
operaie,
infatti,
a
una
certa
età,
secernono
la
cera
attraverso
ghiandole
poste
sull
’
addome
e
la
utilizzano
per
formare
le
pareti
dei
favi
e
i
coperchi
delle
cellette.
La
parte
inferiore
delle
cassette
è
chiamata
nido,
ed
è
qui
che
la
regina
depone
le
uova
e
le
api
nutrici
allevano
le
giovani
api.
Sopra
al
nido
viene
posta
una
griglia
metallica
detta
escludi-regina:
abbastanza
grande
da
permettere
alle
api
operaie
di
passare
e
depositare
miele,
ma
troppo
stretta
per
far
transitare
la
regina,
dal
corpo
più
voluminoso.
Le
parti
superiori,
dette
melari,
sono
quindi
riservate
esclusivamente
all
’
immagazzinamento
di
miele.
Le
api
consumano
miele
e
lo
trasformano
in
calore
ed
energia.
Nella
zona
della
covata,
durante
tutto
il
periodo
dell
’
allevamento,
la
temperatura
resta
costante fra i 33° e i 36° C indipendentemente dalla temperatura esterna.
Gli
alveari
moderni
consentono
agli
apicoltori
di
trasportare
facilmente
le
colonie,
spostandole
di
campo
in
campo:
in
questo modo si ottengono mieli diversi e, al tempo stesso, si favorisce l
’
impollinazione incrociata.
Il Miele
Quando
il
miele
nell
’
alveare
è
pronto,
l
’
apicoltore
rimuove
i
tappi
di
cera
dai
favi.
Successivamente
utilizza
una
speciale
centrifuga
per
estrarre
il
miele
dalle
singole
celle
di
cera
grazie
alla
forza
centrifuga.
Il
miele
viene
filtrato
per
eliminare
eventuali
residui
di
cera
e
poi
è
pronto
per
essere
invasato
e
gustato.
Il
miele
si
presenta
principalmente
liquido,
ma
nel
corso
del tempo va incontro ad un processo naturale e reversibile: la cristallizzazione.
Assaggiare
il
miele
—
colore
e
sapore
del
miele
variano
a
seconda
dei
fiori
visitati
dalle
api
in
cerca
di
nettare.
Il
colore
del
miele
va
quasi
dal
trasparente
al
bruno
ambrato
scuro,
mentre
il
sapore
può
essere
delicato
o
intensamente
aromatico.
In
generale,
il
miele
chiaro
è
più
dolce
e
delicato, quello scuro più forte e deciso.
Composizione
del
miele
—
il
miele
è
una
ricca
fonte
di
carboidrati,
principalmente
fruttosio
e
glucosio,
contiene
in
media
il
18%
di
acqua,
una
vasta
gamma
di
vitamine,
minerali
e
sostanze
azotate.
La
sua
composizione
però
risulta
alquanto
variabile
,
dipendendo
da
numerosi
fattori:
specie bottinate, natura del suolo, andamento climatico ecc.
Lo sapevi che...
Il miele è eterno:
perfino nelle
tombe dei faraoni
egizi ne sono stati
trovati vasi ancora
commestibili.
Il miele è l’unico
alimento prodotto
dagli insetti che
viene consumato
dall’uomo.
Il miele è buono,
ma non per i
bambini sotto un
anno.
L’Ape Regina
Si
può
dire
che
l
’
ape
regina
sia
il
membro
più
importante
dell
’
alveare.
Tuttavia,
nonostante
il
nome
possa
suggerirlo,
la
regina
non
esercita
alcun
vero
controllo
sulla
colonia:
la
sua
unica
funzione
è
quella
di
riproduttrice,
una
vera
e
propria
“macchina
per
deporre
uova
”
.
Ogni
giorno
depone
un
numero
di
uova
pari
al
suo
stesso
peso
ed
è
costantemente
circondata
da
giovani
api
operaie
che
la
nutrono,
la
accudiscono
e
si
occupano
dei
suoi
bisogni.
Quando
la
regina
nasce,
deve
essere
fecondata
per
poter
deporre
uova
che
daranno
origine
a
operaie
femmine.
Così,
dopo
uno
o
due
giorni,
la
regina
vergine
esce
dall
’
alveare
e
raggiunge
unpunto
di
raccolta
dei
fuchi.
Una
volta
avvenuto
l
’
accoppiamento,
la
regina
sarà
fecondata
per tutta la vita e non avrà più bisogno di accoppiarsi.
Ti
è
mai
capitato
di
vedere
un
grande
sciame
di
api
alzarsi
in
volo
e
poi
posarsi
da
qualche
parte?
Si
tratta
di
uno
sciame
naturale,
il
modo
con
cui
una
colonia
si
riproduce.
La
regina
lascia
l
’
alveare
con
circa
metà
della
sua
popolazione
–
un
campione
rappresentativo
di
tutte
le
api
–
e
si
sposta
fino
a
trovare
un
nuovo
luogo
in
cui
costruire
un
nido.
Ciò
accade
spesso
in
primavera.
Le
api
rimaste
senza
regina
devono
produrne
una
nuova.
Per
farlo
costruiscono
rapidamente
cinque
o
più
celle
reali,
più
grandi
delle
celle
normali
per
contenere
il
corpo
allungato
della
futura
regina,
e
vi
depongono
uova
fecondate
che
sarebbero
state
destinate
a
diventare
api
operaie.
Da
quel
momento,
le
larve
prescelte
vengono
nutrite
esclusivamente
con
pappa
reale,
e
questo
per
tutta
la
loro
vita.
È
proprio
questo
alimento
a
trasformarle
in
regine
invece
che
in
semplici
operaie.
L
’
uovo
da
cui
nasce
è
identico
a
quello
delle
operaie,
ma
la
pappa
reale
la
fa
sviluppare
in
modo
diverso,
rendendola
più
grande
e
con
un
addome
sensibilmente
più
lungo
rispetto
alle
altre
api.
La
pappa
reale
è
una
sostanza
lattiginosa
e
viscosa
secreta
dalle
ghiandole
del
capo
delle
api
nutrici:
il
suo
unico
scopo
è
nutrire
tutte
le
larve nei primi tre giorni e quelle destinate a diventare regina fino alla sua nascita.
Solo
la
prima
regina
a
nascere
può
diventare
la
sovrana
dell
’
alveare.
Appena
uscita
dalla
cella,
va
in
cerca
delle
altre
celle
reali
e
punge
a
morte
le
regine
non
ancora
nate.
Se
due
regine
dovessero
schiudersi
contemporaneamente,
si
scontrerebbero
in
un
duello
mortale
da
cui
ne
uscirebbe
viva
una
sola.
È
il
modo
con
cui
la
natura
assicura
forza
e
vitalità
all
’
alveare.
La
regina
può
vivere
fino
a
cinque
anni
e
in
questo
arco
di
tempo
deporre
oltre
un
milione
di
uova.
Se
decide
di
non
fecondare
un
uovo,
da
esso
nascerà
un
fuco
fertile.
Poiché
lo
sciame
si riproduce regolarmente durante l
’
estate, nell
’
alveare devono sempre essere presenti fuchi,
pronti a fecondare la nuova regina.
Lo sapevi che...
Due occhi grandi,
tre piccoli e un
limite: le api non
distinguono il
rosso.
Le api hanno due
stomaci: il “gozzo” o
sacca del miele, che
funziona come uno
zainetto per il nettare,
e uno stomaco
normale.
Gli occhi delle api
sono ricoperti di
peli.
Le Api Operaie
La
maggior
parte
delle
api
nell
’
alveare
sono
femmine
sterili,
le
api
operaie,
che
svolgono
numerosi
compiti
per
mantenere
l
’
alveare
in
funzione.
Le
operaie
fanno
tutto,
tranne
deporre
uova
e
accoppiarsi.
Costruiscono
i
favi
con
la
cera
estrusa
dalle
ghiandole
poste
sotto
l
’
addome,
puliscono,
difendono
e
riparano
l
’
alveare.
Nutrono
le
larve,
la
regina
e
i
fuchi,
e
raccolgono
nettare,
polline,
acqua
e
propoli.
Le
api
operaie
ventilano,
raffreddano
e
riscaldano l
’
alveare.
La
vita
di
ogni
ape
inizia
come
un
uovo,
delle
dimensioni
di
una
virgola
“,
”
,
deposto
dalla
regina
sul
fondo
di
una
cella
di
cera
nel
nido.
Dopo
tre
giorni,
l
’
uovo
destinato
a
diventare
operaia
si
schiude
in
una
larva
e
viene
nutrita
per
sei
giorni,
per
poi
trasformarsi
in
una
pupa
inattiva.
Durante
i
14
giorni
di
vita
come
pupa,
chiusa
in
una
cella
sigillata,
cresce
fino
a
diventare
un
’
ape
operaia
femmina,
emergendo
il
ventesimo
giorno.
Dal
momento
della
schiusa,
l
’
ape
operaia
inizia
a
pulire
l
’
alveare
e
a
preparare
le
celle
di
cera,
sia
per
la
deposizione
di
uova
da
parte
della
regina,
sia
per
la
conservazione
di
miele
e
polline.
Nei
primi
giorni,
sul
corpo
dell
’
operaia
compaiono
piccole
squame
di
cera,
che
lei
stacca
con
le
zampe, mastica e modella sul favo esistente, creando celle esagonali perfette.
Come
ape
nutrice,
l
’
operaia
si
prende
cura
delle
larve
nel
nido,
alimentandole
inizialmente
con
pappa
reale,
per
poi
passare
a
polline
e
miele.
All
’
interno
dell
’
alveare,
le
giovani
operaie
ricevono
il
nettare
dalle
api
bottinatrici,
lo
mescolano
con
enzimi
prodotti
dalla
bocca
per
circa
mezz
’
ora
e
lo
depositano
nelle
celle
di
cera
distribuite
nell
’
alveare.
Questo
processo
consente
all
’
acqua
presente
nel
nettare
(quasi
l
’
80%)
di
evaporare.
Le
api
possono
accelerare
l
’
evaporazione
ventilando
con
le
ali.
Una
volta
che
le
celle
sono
piene
di
miele,
l
’
operaia
le
sigilla con cera, conservandole per un uso futuro.
Le
api
operaie
hanno
molti
altri
compiti
per
mantenere
l
’
alveare
sano.
Contribuiscono
a
mantenerlo
pulito
e
ordinato,
rimuovendo
api
morte,
insetti
o
altri
corpi
estranei,
e
lavorano
insieme
per
mantenere
la
temperatura
stabile
ventilando
l
’
alveare
all
’
ingresso
per
far
circolare
l
’
aria.
Le
operaie
fungono
anche
da
guardiane,
proteggendo
l
’
alveare
da
intrusi
come
vespe
o
altri insetti attratti dal miele.
Quando
l
’
ape
operaia
raggiunge
circa
tre
settimane
di
vita,
diventa
ape
bottinatrice
e
lascia
l’
alveare
per
raccogliere
nettare
e
polline
dai
fiori
vicini.
Durante
le
sue
uscite
raccoglie
anche
acqua
e
una
sostanza
resinosa,
la
propoli,
estratta
dalla
corteccia
degli
alberi.
Le
api
trasportano
la
resina
sulle
zampe
posteriori
e
la
portano
all
’
alveare,
dove
la
mescolano
con
cera
e
enzimi
per
ottenere
la
propoli.
Questa
sostanza
sterilizza
e
sigilla
l
’
alveare,
proteggendolo
da
batteri,
virus
e
funghi,
ed
è
comunemente
nota
come
“la
migliore
difesa
della natura
”
quando impiegata in prodotti per la salute umana.
Lo sapevi che...
Un’ape mellifera
visita tra le 50 e le
100 fioriture
durante un
singolo volo di
raccolta.
Un’ape operaia
produce, nel
corso della sua
vita, circa mezzo
cucchiaino di
miele
L’ape mellifera
nasce senza
sapere come
produrre il miele.
I Fuchi
Il
maschio
dell
’
ape,
chiamato
fuco,
si
sviluppa
da
un
uovo
non
fecondato
deposto
dalla
regina.
I
fuchi
hanno
una
sola
funzione
nell
’
alveare:
fecondare
la
regina.
I
fuchi
si
distinguono
per
occhi
grandi
il
doppio
di
quelli
delle
operaie
o
della
regina
e
per
un
corpo
più
massiccio
rispetto
alle
operaie,
sebbene
generalmente
più
piccolo
della
regina.
Il
loro
addome
è
più
robusto
rispetto
a
quello
delle
operaie
o
della
regina.
Nonostante
il
corpo
pesante,
devono
essere
in
grado
di
volare
abbastanza
velocemente
da
raggiungere
la
regina
durante
il
volo
e
questo grazie alle loro ali grandi e forti.
Durante
l
’
inverno,
i
fuchi
non
hanno
più
alcuna
funzione,
poiché
non
ci
sono
regine
vergini
da
fecondare.
Le
api
operaie
li
trascinano
fuori
dall
’
alveare
a
morire.
In
caso
contrario,
consumerebbero
cibo
prezioso
in
un
periodo
in
cui
le
risorse
sono
scarse,
riducendo
le
possibilità
di
sopravvivenza
della
colonia.
Per
conservare
il
cibo,
solo
le
operaie
rimangono
con
la
regina.
I
fuchi
non
possiedono
pungiglione,
mentre
le
operaie
hanno
una
ghiandola
del
veleno nell
’
addome.
Lo sapevi che...
Un’ape può
volare fino a 24
km/h
Le api hanno tre paia
di zampe: il terzo paio
è dotato di “cestini”
per il polline, mentre il
primo paio possiede
una spazzola per
raccoglierlo.