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Miele di Montagna della Carnia
produzione e vendita Miele Friuli

le nostre Api

Miele della Carnia Friuli Venezia Giulia

Che cosa sono il nettare e il polline?

Il nettare è una secrezione zuccherina dei fiori che ha lo scopo di attirare gli insetti che, volando di fiore in fiore, ne favoriscono la fecondazione. Le api succhiano questo liquido zuccherino con la ligula (una sorta di lunga lingua) e lo trasportano nell alveare dove se lo scambiano di bocca in bocca (trofallassi) trasformandolo in miele. Quest ultimo sarà poi depositato nelle cellette. Le api sbattendo le ali per eliminare l acqua in eccesso permettono al miele di asciugarsi e quindi conservarsi. Quando il miele avrà raggiunto la giusta umidità lo sigilleranno con uno strato di cera. Come fanno le api a sapere dove andare a raccogliere il nettare, e perché tutte si dirigono verso la stessa fonte? La risposta sta in una straordinaria forma di comunicazione: la danza. Quando un ape scopre un abbondante fonte di cibo fa ritorno all alveare e attraverso particolari evoluzioni, chiamate appunto danze, indica alle altre api la natura del cibo e la distanza da percorrere. Le api raccolgono anche il polline dei fiori. Sono ricoperte di sottili peluzzi sui quali si attaccano i granuli di polline; questi vengono raschiati e accumulati in minuscoli cestelli posti sulle zampe posteriori, con i quali le api fanno ritorno all alveare portando il loro pesante carico. Il polline è bottinato dalle api per alimentare le larve delle operaie e dei fuchi dal terzo giorno di vita in poi e le giovani api che devono produrre pappa reale. Esso in pratica rappresenta l unico apporto proteico dell alveare. Dopo tre settimane di bottinatura, l ape operaia ha ormai sei settimane di vita ed è vicina alla fine del suo ciclo. In questo tempo ha percorso chilometri di volo, e le sue ali, ormai logorate, non le permettono più di trasportare nettare e polline come prima. Consapevole di ciò, abbandona l alveare per morire all esterno. Ma il ricambio è costante: in estate, infatti, l ape regina depone fino a duemila uova al giorno.
Miele della Carnia Friuli Venezia Giulia Miele della Carnia Friuli Venezia Giulia

LAlveare

Le api mellifere vivono in colonie composte da un unica femmina fertile la regina –, da alcune migliaia di maschi, i fuchi, e da una vasta popolazione di femmine sterili, le api operaie. In piena estate, un alveare sano può ospitare in media tra le 40.000 e le 60.000 api. Le api non vivono mai in un alveare già occupato. Possono entrare per curiosità, nella speranza di rubare un po di miele, ma vengono subito respinte. Ogni ape porta infatti con il profumo, o feromone, della propria regina, che permette alle altre di riconoscerla come membro della colonia o come estranea. L apicoltore fornisce alle api la “casa in cui vivere. Questa è costituita da cassette rettangolari con all interno appesi telai mobili con fogli cerei disposti in parallelo. Da questi, le api operaie ricavano celle esagonali perfettamente regolari, costruendo i favi di cera nei quali allevano la covata e conservano il miele. Le api operaie, infatti, a una certa età, secernono la cera attraverso ghiandole poste sull addome e la utilizzano per formare le pareti dei favi e i coperchi delle cellette. La parte inferiore delle cassette è chiamata nido, ed è qui che la regina depone le uova e le api nutrici allevano le giovani api. Sopra al nido viene posta una griglia metallica detta escludi-regina: abbastanza grande da permettere alle api operaie di passare e depositare miele, ma troppo stretta per far transitare la regina, dal corpo più voluminoso. Le parti superiori, dette melari, sono quindi riservate esclusivamente all immagazzinamento di miele. Le api consumano miele e lo trasformano in calore ed energia. Nella zona della covata, durante tutto il periodo dell allevamento, la temperatura resta costante fra i 33° e i 36° C indipendentemente dalla temperatura esterna. Gli alveari moderni consentono agli apicoltori di trasportare facilmente le colonie, spostandole di campo in campo: in questo modo si ottengono mieli diversi e, al tempo stesso, si favorisce l impollinazione incrociata.
Miele della Carnia Friuli Venezia Giulia

Il Miele

Quando il miele nell alveare è pronto, l apicoltore rimuove i tappi di cera dai favi. Successivamente utilizza una speciale centrifuga per estrarre il miele dalle singole celle di cera grazie alla forza centrifuga. Il miele viene filtrato per eliminare eventuali residui di cera e poi è pronto per essere invasato e gustato. Il miele si presenta principalmente liquido, ma nel corso del tempo va incontro ad un processo naturale e reversibile: la cristallizzazione. Assaggiare il miele colore e sapore del miele variano a seconda dei fiori visitati dalle api in cerca di nettare. Il colore del miele va quasi dal trasparente al bruno ambrato scuro, mentre il sapore può essere delicato o intensamente aromatico. In generale, il miele chiaro è più dolce e delicato, quello scuro più forte e deciso. Composizione del miele il miele è una ricca fonte di carboidrati, principalmente fruttosio e glucosio, contiene in media il 18% di acqua, una vasta gamma di vitamine, minerali e sostanze azotate. La sua composizione però risulta alquanto variabile , dipendendo da numerosi fattori: specie bottinate, natura del suolo, andamento climatico ecc.
Lo sapevi che...
Il miele è eterno: perfino nelle tombe dei faraoni egizi ne sono stati trovati vasi ancora commestibili.
Il miele è lunico alimento prodotto dagli insetti che viene consumato dalluomo.
Il miele è buono, ma non per i bambini sotto un anno.

LApe Regina

Si può dire che l ape regina sia il membro più importante dell alveare. Tuttavia, nonostante il nome possa suggerirlo, la regina non esercita alcun vero controllo sulla colonia: la sua unica funzione è quella di riproduttrice, una vera e propria “macchina per deporre uova . Ogni giorno depone un numero di uova pari al suo stesso peso ed è costantemente circondata da giovani api operaie che la nutrono, la accudiscono e si occupano dei suoi bisogni. Quando la regina nasce, deve essere fecondata per poter deporre uova che daranno origine a operaie femmine. Così, dopo uno o due giorni, la regina vergine esce dall alveare e raggiunge unpunto di raccolta dei fuchi. Una volta avvenuto l accoppiamento, la regina sarà fecondata per tutta la vita e non avrà più bisogno di accoppiarsi. Ti è mai capitato di vedere un grande sciame di api alzarsi in volo e poi posarsi da qualche parte? Si tratta di uno sciame naturale, il modo con cui una colonia si riproduce. La regina lascia l alveare con circa metà della sua popolazione un campione rappresentativo di tutte le api e si sposta fino a trovare un nuovo luogo in cui costruire un nido. Ciò accade spesso in primavera. Le api rimaste senza regina devono produrne una nuova. Per farlo costruiscono rapidamente cinque o più celle reali, più grandi delle celle normali per contenere il corpo allungato della futura regina, e vi depongono uova fecondate che sarebbero state destinate a diventare api operaie. Da quel momento, le larve prescelte vengono nutrite esclusivamente con pappa reale, e questo per tutta la loro vita. È proprio questo alimento a trasformarle in regine invece che in semplici operaie. L uovo da cui nasce è identico a quello delle operaie, ma la pappa reale la fa sviluppare in modo diverso, rendendola più grande e con un addome sensibilmente più lungo rispetto alle altre api. La pappa reale è una sostanza lattiginosa e viscosa secreta dalle ghiandole del capo delle api nutrici: il suo unico scopo è nutrire tutte le larve nei primi tre giorni e quelle destinate a diventare regina fino alla sua nascita. Solo la prima regina a nascere può diventare la sovrana dell alveare. Appena uscita dalla cella, va in cerca delle altre celle reali e punge a morte le regine non ancora nate. Se due regine dovessero schiudersi contemporaneamente, si scontrerebbero in un duello mortale da cui ne uscirebbe viva una sola. È il modo con cui la natura assicura forza e vitalità all alveare. La regina può vivere fino a cinque anni e in questo arco di tempo deporre oltre un milione di uova. Se decide di non fecondare un uovo, da esso nascerà un fuco fertile. Poiché lo sciame si riproduce regolarmente durante l estate, nell alveare devono sempre essere presenti fuchi, pronti a fecondare la nuova regina.
Lo sapevi che...
Due occhi grandi, tre piccoli e un limite: le api non distinguono il rosso.
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Le api hanno due stomaci: il “gozzo o sacca del miele, che funziona come uno zainetto per il nettare, e uno stomaco normale.
Gli occhi delle api sono ricoperti di peli.

Le Api Operaie

La maggior parte delle api nell alveare sono femmine sterili, le api operaie, che svolgono numerosi compiti per mantenere l alveare in funzione. Le operaie fanno tutto, tranne deporre uova e accoppiarsi. Costruiscono i favi con la cera estrusa dalle ghiandole poste sotto l addome, puliscono, difendono e riparano l alveare. Nutrono le larve, la regina e i fuchi, e raccolgono nettare, polline, acqua e propoli. Le api operaie ventilano, raffreddano e riscaldano l alveare. La vita di ogni ape inizia come un uovo, delle dimensioni di una virgola “, , deposto dalla regina sul fondo di una cella di cera nel nido. Dopo tre giorni, l uovo destinato a diventare operaia si schiude in una larva e viene nutrita per sei giorni, per poi trasformarsi in una pupa inattiva. Durante i 14 giorni di vita come pupa, chiusa in una cella sigillata, cresce fino a diventare un ape operaia femmina, emergendo il ventesimo giorno. Dal momento della schiusa, l ape operaia inizia a pulire l alveare e a preparare le celle di cera, sia per la deposizione di uova da parte della regina, sia per la conservazione di miele e polline. Nei primi giorni, sul corpo dell operaia compaiono piccole squame di cera, che lei stacca con le zampe, mastica e modella sul favo esistente, creando celle esagonali perfette. Come ape nutrice, l operaia si prende cura delle larve nel nido, alimentandole inizialmente con pappa reale, per poi passare a polline e miele. All interno dell alveare, le giovani operaie ricevono il nettare dalle api bottinatrici, lo mescolano con enzimi prodotti dalla bocca per circa mezz ora e lo depositano nelle celle di cera distribuite nell alveare. Questo processo consente all acqua presente nel nettare (quasi l 80%) di evaporare. Le api possono accelerare l evaporazione ventilando con le ali. Una volta che le celle sono piene di miele, l operaia le sigilla con cera, conservandole per un uso futuro. Le api operaie hanno molti altri compiti per mantenere l alveare sano. Contribuiscono a mantenerlo pulito e ordinato, rimuovendo api morte, insetti o altri corpi estranei, e lavorano insieme per mantenere la temperatura stabile ventilando l alveare all ingresso per far circolare l aria. Le operaie fungono anche da guardiane, proteggendo l alveare da intrusi come vespe o altri insetti attratti dal miele. Quando l ape operaia raggiunge circa tre settimane di vita, diventa ape bottinatrice e lascia l’ alveare per raccogliere nettare e polline dai fiori vicini. Durante le sue uscite raccoglie anche acqua e una sostanza resinosa, la propoli, estratta dalla corteccia degli alberi. Le api trasportano la resina sulle zampe posteriori e la portano all alveare, dove la mescolano con cera e enzimi per ottenere la propoli. Questa sostanza sterilizza e sigilla l alveare, proteggendolo da batteri, virus e funghi, ed è comunemente nota come “la migliore difesa della natura quando impiegata in prodotti per la salute umana.
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Lo sapevi che...
Unape mellifera visita tra le 50 e le 100 fioriture durante un singolo volo di raccolta.
Unape operaia produce, nel corso della sua vita, circa mezzo cucchiaino di miele
Lape mellifera nasce senza sapere come produrre il miele.

I Fuchi

Il maschio dell ape, chiamato fuco, si sviluppa da un uovo non fecondato deposto dalla regina. I fuchi hanno una sola funzione nell alveare: fecondare la regina. I fuchi si distinguono per occhi grandi il doppio di quelli delle operaie o della regina e per un corpo più massiccio rispetto alle operaie, sebbene generalmente più piccolo della regina. Il loro addome è più robusto rispetto a quello delle operaie o della regina. Nonostante il corpo pesante, devono essere in grado di volare abbastanza velocemente da raggiungere la regina durante il volo e questo grazie alle loro ali grandi e forti. Durante l inverno, i fuchi non hanno più alcuna funzione, poiché non ci sono regine vergini da fecondare. Le api operaie li trascinano fuori dall alveare a morire. In caso contrario, consumerebbero cibo prezioso in un periodo in cui le risorse sono scarse, riducendo le possibilità di sopravvivenza della colonia. Per conservare il cibo, solo le operaie rimangono con la regina. I fuchi non possiedono pungiglione, mentre le operaie hanno una ghiandola del veleno nell addome.
Lo sapevi che...
Unape può volare fino a 24 km/h
Miele della Carnia Friuli Venezia Giulia
Le api hanno tre paia di zampe: il terzo paio è dotato di “cestini per il polline, mentre il primo paio possiede una spazzola per raccoglierlo.
+39 339 1769785 info@apicolturamil.it
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polline?

Il nettare è una secrezione zuccherina dei fiori che ha lo scopo di attirare gli insetti che, volando di fiore in fiore, ne favoriscono la fecondazione. Le api succhiano questo liquido zuccherino con la ligula (una sorta di lunga lingua) e lo trasportano nell alveare dove se lo scambiano di bocca in bocca (trofallassi) trasformandolo in miele. Quest ultimo sarà poi depositato nelle cellette. Le api sbattendo le ali per eliminare l acqua in eccesso permettono al miele di asciugarsi e quindi conservarsi. Quando il miele avrà raggiunto la giusta umidità lo sigilleranno con uno strato di cera. Come fanno le api a sapere dove andare a raccogliere il nettare, e perché tutte si dirigono verso la stessa fonte? La risposta sta in una straordinaria forma di comunicazione: la danza. Quando un ape scopre un abbondante fonte di cibo fa ritorno all alveare e attraverso particolari evoluzioni, chiamate appunto danze, indica alle altre api la natura del cibo e la distanza da percorrere. Le api raccolgono anche il polline dei fiori. Sono ricoperte di sottili peluzzi sui quali si attaccano i granuli di polline; questi vengono raschiati e accumulati in minuscoli cestelli posti sulle zampe posteriori, con i quali le api fanno ritorno all alveare portando il loro pesante carico. Il polline è bottinato dalle api per alimentare le larve delle operaie e dei fuchi dal terzo giorno di vita in poi e le giovani api che devono produrre pappa reale. Esso in pratica rappresenta l unico apporto proteico dell alveare. Dopo tre settimane di bottinatura, l ape operaia ha ormai sei settimane di vita ed è vicina alla fine del suo ciclo. In questo tempo ha percorso chilometri di volo, e le sue ali, ormai logorate, non le permettono più di trasportare nettare e polline come prima. Consapevole di ciò, abbandona l alveare per morire all esterno. Ma il ricambio è costante: in estate, infatti, l ape regina depone fino a duemila uova al giorno.
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LAlveare

Le api mellifere vivono in colonie composte da un unica femmina fertile la regina –, da alcune migliaia di maschi, i fuchi, e da una vasta popolazione di femmine sterili, le api operaie. In piena estate, un alveare sano può ospitare in media tra le 40.000 e le 60.000 api. Le api non vivono mai in un alveare già occupato. Possono entrare per curiosità, nella speranza di rubare un po di miele, ma vengono subito respinte. Ogni ape porta infatti con il profumo, o feromone, della propria regina, che permette alle altre d i riconoscerla come membro della colonia o come estranea. L apicoltore fornisce alle api la “casa in cui vivere. Questa è costituita da cassette rettangolari con all interno appesi telai mobili con fogli cerei disposti in parallelo. Da questi, le api operaie ricavano celle esagonali perfettamente regolari, costruendo i favi di cera nei quali allevano la covata e conservano il miele. Le api operaie, infatti, a una certa età, secernono la cera attraverso ghiandole poste sull addome e la utilizzano per formare le pareti dei favi e i coperchi delle cellette. La parte inferiore delle cassette è chiamata nido, ed è qui che la regina depone le uova e le api nutrici allevano le giovani api. Sopra al nido viene posta una griglia metallica detta escludi-regina: abbastanza grande da permettere alle api operaie di passare e depositare miele, ma troppo stretta per far transitare la regina, dal corpo più voluminoso. Le parti superiori, dette melari, sono quindi riservate esclusivamente all immagazzinamento di miele. Le api consumano miele e lo trasformano in calore ed energia. Nella zona della covata, durante tutto il periodo dell allevamento, la temperatura resta costante fra i 33° e i 36° C indipendentemente dalla temperatura esterna. Gli alveari moderni consentono agli apicoltori di trasportare facilmente le colonie, spostandole di campo in campo: in questo modo si ottengono mieli diversi e, al tempo stesso, si favorisce l impollinazione incrociata.
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Il Miele

Quando il miele nell alveare è pronto, l apicoltore rimuove i tappi di cera dai favi. Successivamente utilizza una speciale centrifuga per estrarre il miele dalle singole celle di cera grazie alla forza centrifuga. Il miele viene filtrato per eliminare eventuali residui di cera e poi è pronto per essere invasato e gustato. Il miele si presenta principalmente liquido, ma nel corso del tempo va incontro ad un processo naturale e reversibile: la cristallizzazione. Assaggiare il miele colore e sapore del miele variano a seconda dei fiori visitati dalle api in cerca di nettare. Il colore del miele va quasi dal trasparente al bruno ambrato scuro, mentre il sapore può essere delicato o intensamente aromatico. In generale, il miele chiaro è più dolce e delicato, quello scuro più forte e deciso. Composizione del miele il miele è una ricca fonte di carboidrati, principalmente fruttosio e glucosio, contiene in media il 18% di acqua, una vasta gamma di vitamine, minerali e sostanze azotate. La sua composizione però risulta alquanto variabile , dipendendo da numerosi fattori: specie bottinate, natura del suolo, andamento climatico ecc.

LApe Regina

Si può dire che l ape regina sia il membro più importante dell alveare. Tuttavia, nonostante il nome possa suggerirlo, la regina non esercita alcun vero controllo sulla colonia: la sua unica funzione è quella di riproduttrice, una vera e propria “macchina per deporre uova . Ogni giorno depone un numero di uova pari al suo stesso peso ed è costantemente circondata da giovani api operaie che la nutrono, la accudiscono e si occupano dei suoi bisogni. Quando la regina nasce, deve essere fecondata per poter deporre uova che daranno origine a operaie femmine. Così, dopo uno o due giorni, la regina vergine esce dall alveare e raggiunge un punto di raccolta dei fuchi. Una volta avvenuto l accoppiamento, la regina sarà fecondata per tutta la vita e non avrà più bisogno di accoppiarsi. Ti è mai capitato di vedere un grande sciame di api alzarsi in volo e poi posarsi da qualche parte? Si tratta di uno sciame naturale, il modo con cui una colonia si riproduce. La regina lascia l alveare con circa metà della sua popolazione un campione rappresentativo di tutte le api e si sposta fino a trovare un nuovo luogo in cui costruire un nido. Ciò accade spesso in primavera. Le api rimaste senza regina devono produrne una nuova. Per farlo costruiscono rapidamente cinque o più celle reali, più grandi delle celle normali per contenere il corpo allungato della futura regina, e vi depongono uova fecondate che sarebbero state destinate a diventare api operaie. Da quel momento, le larve prescelte vengono nutrite esclusivamente con pappa reale, e questo per tutta la loro vita. È proprio questo alimento a trasformarle in regine invece che in semplici operaie. L uovo da cui nasce è identico a quello delle operaie, ma la pappa reale la fa sviluppare in modo diverso, rendendola più grande e con un addome sensibilmente più lungo rispetto alle altre api. La pappa reale è una sostanza lattiginosa e viscosa secreta dalle ghiandole del capo delle api nutrici: il suo unico scopo è nutrire tutte le larve nei primi tre giorni e quelle destinate a diventare regina fino alla sua nascita. Solo la prima regina a nascere può diventare la sovrana dell alveare. Appena uscita dalla cella, va in cerca delle altre celle reali e punge a morte le regine non ancora nate. Se due regine dovessero schiudersi contemporaneamente, si scontrerebbero in un duello mortale da cui ne uscirebbe viva una sola. È il modo con cui la natura assicura forza e vitalità all alveare. La regina può vivere fino a cinque anni e in questo arco di tempo deporre oltre un milione di uova. Se decide di non fecondare un uovo, da esso nascerà un fuco fertile. Poiché lo sciame si riproduce regolarmente durante l estate, nell alveare devono sempre essere presenti fuchi, pronti a fecondare la nuova regina.
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Le Api Operaie

La maggior parte delle api nell alveare sono femmine sterili, le api operaie, che svolgono numerosi compiti per mantenere l alveare in funzione. Le operaie fanno tutto, tranne deporre uova e accoppiarsi. Costruiscono i favi con la cera estrusa dalle ghiandole poste sotto l addome, puliscono, difendono e riparano l alveare. Nutrono le larve, la regina e i fuchi, e raccolgono nettare, polline, acqua e propoli. Le api operaie ventilano, raffreddano e riscaldano l alveare. La vita di ogni ape inizia come un uovo, delle dimensioni di una virgola “, , deposto dalla regina sul fondo di una cella di cera nel nido. Dopo tre giorni, l uovo destinato a diventare operaia si schiude in una larva e viene nutrita per sei giorni, per poi trasformarsi in una pupa inattiva. Durante i 14 giorni di vita come pupa, chiusa in una cella sigillata, cresce fino a diventare un ape operaia femmina, emergendo il ventesimo giorno. Dal momento della schiusa, l ape operaia inizia a pulire l alveare e a preparare le celle di cera, sia per la deposizione di uova da parte della regina, sia per la conservazione di miele e polline. Nei primi giorni, sul corpo dell operaia compaiono piccole squame di cera, che lei stacca con le zampe, mastica e modella sul favo esistente, creando celle esagonali perfette. Come ape nutrice, l operaia si prende cura delle larve nel nido, alimentandole inizialmente con pappa reale, per poi passare a polline e miele. All interno dell alveare, le giovani operaie ricevono il nettare dalle api bottinatrici, lo mescolano con enzimi prodotti dalla bocca per circa mezz ora e lo depositano nelle celle di cera distribuite nell alveare. Questo processo consente all acqua presente nel nettare (quasi l 80%) di evaporare. Le api possono accelerare l evaporazione ventilando con le ali. Una volta che le celle sono piene di miele, l operaia le sigilla con cera, conservandole per un uso futuro. Le api operaie hanno molti altri compiti per mantenere l alveare sano. Contribuiscono a mantenerlo pulito e ordinato, rimuovendo api morte, insetti o altri corpi estranei, e lavorano insieme per mantenere la temperatura stabile ventilando l alveare all ingresso per far circolare l aria. Le operaie fungono anche da guardiane, proteggendo l alveare da intrusi come vespe o altri insetti attratti dal miele. Quando l ape operaia raggiunge circa tre settimane di vita, diventa ape bottinatrice e lascia l alveare per raccogliere nettare e polline dai fiori vicini. Durante le sue uscite raccoglie anche acqua e una sostanza resinosa, la propoli, estratta dalla corteccia degli alberi. Le api trasportano la resina sulle zampe posteriori e la portano all alveare, dove la mescolano con cera e enzimi per ottenere la propoli. Questa sostanza sterilizza e sigilla l alveare, proteggendolo da batteri, virus e funghi, ed è comunemente nota come “la migliore difesa della natura quando impiegata in prodotti per la salute umana.
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I Fuchi

IIl maschio dell ape, chiamato fuco, si sviluppa da un uovo non fecondato deposto dalla regina. I fuchi hanno u n a sola funzione nell alveare: fecondare la regina. I fuchi si distinguono per occhi grandi il doppio di quelli delle operaie o della regina e per un corpo più massiccio rispetto alle operaie, sebbene generalmente più piccolo della regina. Il loro addome è più robusto rispetto a quello delle operaie o della regina. Nonostante il corpo pesante, devono essere in grado di volare abbastanza velocemente da raggiungere la regina durante il volo e questo grazie alle loro ali grandi e forti. Durante l inverno, i fuchi non hanno più alcuna funzione, poiché non ci sono regine vergini da fecondare. Le api operaie li trascinano fuori dall alveare a morire. In caso contrario, consumerebbero cibo prezioso in un periodo in cui le risorse sono scarse, riducendo le possibilità di sopravvivenza della colonia. Per conservare il cibo, solo le operaie rimangono con la regina. I fuchi non possiedono pungiglione, mentre le operaie hanno una ghiandola del veleno nell addome.
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